MARE DI LIBRI 2017 - INTERVISTE JENNIFER DONNELLY, NATASHA PULLEY, KATHERINE RUNDELL


Buon sabato a tutti, lettori!Il post di oggi è dedicato alle tre interviste che io e altre tre blogger (Denise, Veronica e Valentina) abbiamo avuto la possibilità di fare a Mare di Libri: Jennifer Donnelly (autrice di Una strada nell'ombra), Natasha Pulley (L'Orologiaio di Filigree Street) e Katherine Rundell (Sophie sui tetti di Parigi). In questo post troverete alcune delle domande che abbiamo fatto : andate sui blog di Denise, Veronica e Valentina per leggere il resto delle interviste!


J E N N I F E R   D O N N E L L Y


No, non è intenzionale. Ma adesso che me lo fai notare, è effettivamente un ottimo modo per catturare l'attenzione del lettore. In realtà però quelle storie hanno preso forma nella mia mente in quel modo, non le ho modificate inserendo volutamente eventi del genere. Ciò accade in Northern Light, e anche in Una strada nell'ombra, ma non in Revolution per esempio.

Per Northern Light non avevo scelta. È tutto iniziato con un altro libro che stavo leggendo un libro, chiamato An american tragedy, che tratta dello stesso caso di cronaca di cui parlo in Nothern Light, ed è stato come se quella storia mi avesse parlato. Volevo saperne di più, così ho letto anche le lettere di Grace Brown (la vittima). Sentivo che dovevo tirare fuori le emozioni che questo caso mi aveva trasmesso, scrivendone una storia. Così ho dovuto adattarmi ai fatti, e all'ambientazione del caso.


Per quanto riguarda Una strada nell'ombra, amo moltissimo la New York di quel periodo. Ho sempre voluto usare quest'ambientazione in una storia, e mi è sembrata perfetta per quella di Jo. In questo modo sono riuscita a esplorare le disuguaglianze fra classi sociali, la situazione che le donne affrontavano all'epoca, e poi quest'ambientazione mi ha permesso di creare il personaggio di Oscar. 
Doveva essere un personaggio secondario, di minore importanza, e invece ha occupato gran parte della storia. È così che succede coi personaggi. Pensi di avere un piano per loro, ma è come se ti parlassero e ti dicessero "no, è questo che farei" e non puoi non ascoltarli. È in questo modo che la storia prende davvero vita. 

Non proprio, lui è semplicemente comparso nella mia mente a un certo punto. Mi ricordava un po' Fagin, di Oliver Twist, ma volevo che diventasse un personaggio più "adatto" alla New York del '800.
Quel periodo era davvero difficile per le persone delle classi più povere: c'erano poche leggi, molti bambini erano completamente indifesi e spesso finivano in strada. Così ho pensato "cosa succederebbe a questi bambini?Con chi starebbero?" e da qui è nato il Tailor.

N A T A S H A   P U L L E Y


Amo Neil Gaiman. Penso che il mio libro preferito fra i suoi sia Neverwhere, che parla di un mondo fantastico nei sotterranei di Londra. Suona bizzarro ma il libro è davvero meraviglioso.
Anche Terry Pratchett è tra i miei preferiti, e ovviamente Arthur Conan Doyle, adoro Sherlock Homes!E Doyle scrive davvero benissimo, la sua prosa è fantastica!
Un'altra scrittrice che adoro è Robin Hobb: scrive saghe high fantasy che sono semplicemente fenomenali, soprattutto a livello di dettagli e di descrizione.
Sono davvero tanti gli autori e i libri da cui traggo ispirazione, risorse giapponesi incluse!

Posso dire onestamente che è una cosa che cambia ogni cinque minuti!Ma se devo sceglierne uno, direi The Golden Fool, il secondo libro di una serie di Robin Hobb, l'autrice che citavo prima!Si tratta di un libro estremamente ricco e dettagliato.

Si, penso che ogni scrittore inizia a scrivere a quindici, sedici anni piccole bozze di storie e di libri ed è da queste bozze che poi prendi ispirazione in futuro. Io sono arrivata al genere storico abbastanza tardi: quando ero più giovane scrivevo high fantasy, ma non ero molto brava perché la mia immaginazione non era abbastanza forte da permettermi di scrivere un fantasy come si deve. Trovo davvero difficile creare un nuovo mondo dal nulla, con gli storici è molto più facile.

Allora, il prossimo libro che pubblicherò sarà una sorta di prequel de L'orologiaio. Tratta di qualcuno 
che viene menzionato all'interno de L'orologiaio, ma che non ha assolutamente un ruolo rilevante. Comparirà brevemente anche Mori in questo prequel. Il terzo volume della serie invece è un sequel vero e proprio, quindi vedrete ancora Mori e Thaniel. Il quarto libro è invece completamente sconnesso dal resto della serie ed è ambientato nel '600!


K A T H E R I N E   R U N D E L L 

Quando sei un bambino non hai idea delle conseguenze del "rompere le regole" ma hai anche un grandissimo desiderio di farlo, perché vuoi vedere cosa succede, vuoi sperimentare. Sono decisamente d'accordo nel rompere certe regole, penso che i bambini dovrebbero essere un po' "caotici". E penso anche che molti debbano capire che se rompi una regola non crolla il mondo. 
Detto questo, so che almeno un bambino che ha letto Sophie sui tetti di Parigi ha cercato di scalare una casa, e si è fratturato una caviglia! Quindi direi ai bambini, se vuoi rompere una regola, pensa a perché esiste: e poi rompila.

Tantissimo. Ascolto sempre musica. Vengo da una famiglia di musicisti. Personalmente non suono il violoncello, ma è sicuramente il mio strumento preferito. Adoro il modo in cui le note alte ricordano voci umane, e quelle basse sembrano qualcosa che non riusciremo mai a raggiungere. Per me la musica sarà sempre nei libri che scrivo. Ho canzoni che ascolto mentre scrivo, e queste danno forma alle mie storie. Molto spesso si tratta di musica classica o jazz.

Penso proprio di si, in futuro. Ho iniziato a scrivere un romanzo per adulti quando avevo 21 anni, ma nello stesso periodo stavo anche scrivendo i libri per bambini (che poi sono stati pubblicati) e non l'ho mai finito. Gli adulti hanno bisogni e desideri diversi come lettori, la prosa stessa è diversa..quindi si, prima o poi scriverò anche per adulti. Ma per il momento rimarrò concentrata sui bambini.

Diciamo che personalmente cerco sempre di non restringere troppo il vocabolario, ma ovviamente ci sono parole che non puoi usare. Non puoi descrivere il sesso, o le droghe, o l'alcol. Per un bambino essere ubriaco è un concetto troppo lontano. E ci sono altre complessità nel mondo a cui i bambini non riescono a relazionarsi. Dunque da scrittore non sei esattamente limitato, ma ci sono alcune cose a cui devi stare attento.

Ricevo tutto il tempo domande dai bambini: cosa accade dopo?Ma non volevo dire cosa succede, volevo che i bambini lo immaginassero. Però capisco che a volte vuoi avere la soddisfazione di sapere. Quindi di volta in volta rispondo ai bambini scrivendo cosa, secondo me, succederà a Sophie.  
All'epoca consideravo l'idea di fare un sequel, ma poi altri impegni me l'hanno impedito, e alla fine penso che non ce ne sarà uno. 

2 commenti

  1. Mi sembra ieri che eravamo con queste fantastiche donne *o* è stato proprio bello!
    Ad ogni modo, Robin Hobb proprio non la conoscevo °-° mi devo documentare...

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  2. Ciao! Grazie per queste interviste! Tutte autrici molto interessanti! Ho aggiunto tutti i loro libri alla mia infinita wish-list!

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Grazie mille per aver commentato il mio post!Apprezzo tantissimo i vostri commenti e cercherò di rispondervi al più presto =)