Divergent Read-Along!Quarta tappa: intrepidi!

Benvenuti alla Quarta Tappa della Divergent Read-Along!


Prima di iniziare, ecco i vincitori delle scorse tappe:

Valy P.
Vanessa
Amaranth
Angharad

Complimenti ragazze!Tra stasera e domani verrete contattati per i premi!

QUARTA TAPPA

Salve partecipanti, anche questa tappa è stata scritta da me, cioè Bliss, la lunatica lettrice che collabora con Juliette e Foreigner in questa read-along. Avete abbastanza fegato per partecipare a questa tappa? Perchè, com'è facilmente intuibile, la fazione di cui vi parlerò oggi è quella degli Intrepidi. Spero abbiate fatto i compiti, e che i capitoli da 12 a 23 siano stati di vostro gradimento. Oggi mi sento un pò Intrepida anch'io...

Chi sono gli Intrepidi?
Quelli che incolpavano la codardia diventarono gli Intrepidi.
In quanto trasfazione, Tris si ritrova a fare i conti con un gruppo di persone molte diverse da quelle con cui ha passato gran parte della sua vita. Intrepidi di nome e di fatto, gli appartenenti a questa fazione si lanciano nelle sfide più spericolate e combattono le loro paure nei modi più disparati. I loro ideali sono validi e molto nobili, ma le cose adesso sono molto diverse, l'iniziazione brutale e la rivalità spietata. Da veri duri, vestono interamente di nero, ornano la loro pelle con dei tatuaggi e coltivano le loro capacità fisiche -e mentali- in luogo davvero particolare, che chiamano Pozzo.

"Pozzo" è la parola migliore per definirlo: è una caverna sotterranea con una base così larga che da dove mi trovo non ne riesco a vedere la fine. Sopra la mia testa si levano per decine di metri pareti irregolari di roccia, nelle quali sono stati ricavati antri adibiti alla distribuzione di scorte alimentari, abiti, attrezzature, e ad attività ricreative. Ciascuno di questi è collegato agli altri mediante stretti canali e gradini scavati nella pietra. Non ci sono protezioni per impedire alla gente di cadere giù.

Manifesto degli Intrepidi
Qui si scopre finalmente cos'è il Manifesto. I manifesti furono redatti dopo l’istituzione delle fazioni. Li abbiamo studiati a scuola, ma io non li ho mai letti. - dice Tris. E' una sorta di promemoria pubblico dei loro ideali, qualcosa che dicesse al mondo ciò in cui credevano.

"Crediamo che la vigliaccheria è responsabile delle ingiustizie del mondo. Crediamo che la pace si conquisti a fatica, che a volte è necessario lottare per la pace.
Ma più di questo:
Noi crediamo che la giustizia è più importante della pace.
Noi crediamo nella libertà dalla paura, nel negare alla paura il potere di influenzare le nostre decisioni.
Noi crediamo negli atti di coraggio ordinari, nel coraggio che spinge una persona a ergersi in difesa di un'altra.
Noi crediamo nel riconoscere la paura e la misura in cui essa ci governa.
Noi crediamo nell'affrontare quella paura non importa quale sia il costo per il nostro conforto, la nostra felicità, o anche la nostra salute.
Noi crediamo nelle gride di coloro che possono solo sussurrare, nel difendere chi non può difendersi.
Noi crediamo, non solo a parole coraggiose, ma ai fatti coraggiosi da abbinare loro.
Noi crediamo che il dolore e la morte siano meglio di codardia e inattività, perché crediamo nelle azioni.
Noi non crediamo nel vivere una vita confortevole.
Noi non crediamo che il silenzio sia utile.
Noi non crediamo nelle buone maniere.
Noi non crediamo a teste vuote, bocche vuote, o mani vuote.
Noi non crediamo che l'apprendimento di violenza padroneggiata incoraggi la violenza non necessaria.
Noi non crediamo che debba essere consentito stare a guardare.
Noi non crediamo che qualsiasi altra virtù è più importante di coraggio ".

Cosa abbiamo visto fin'ora?
Tris ha capito che essere una quasi-Intrepida non è affatto come immaginava.
Combattere contro gli amici, e i nemici, la metterà in condizione di riflettere a lungo sulla piega che la sua vita ha preso tanto all'improvviso, troppo velocemente.
In questi capitoli, alcuni dei miei preferiti, Tris si misurerà con i suoi limiti e le sue paure, parti oscure di se stessi che non sapeva di avere e che tenterà di domare senza mettersi in mostra. Sa che il suo status di Divergente costituisce un pericolo, e piano piano capirà in che modo.
Approfondirà la sua conoscenza della fazione direttamente sul campo, destreggiandosi fra tradizioni, prove e difficoltà tanto fisiche quanto mentali. Una di queste è strappabandiera.

«Che cosa si vince?» grida qualcuno.
«Questo è il genere di domanda che un Intrepido non farebbe mai» osserva Quattro, inarcando un sopracciglio. «Vinci che hai vinto, naturalmente.» [...] Il cuore mi batte così forte da scoppiare, non riesco a gridare e faccio fatica a respirare, però percepisco tutto, ogni vena e ogni muscolo, ogni osso e ogni nervo. Nel mio corpo tutto è vivo e vibra come se fosse caricato elettricamente. Sono pura adrenalina.

E, dannazione non posso non dirlo, se c'è una scena che amo di questo libro è proprio quella che vede Tris e Quattro sulla ruota panoramica. E' anche una sfida, per lei, un modo per saggiare i suoi limiti e superarli. Tanto qui quanto nella scena dei coltelli, altro pezzo che adoro. Ma è anche il primo di una serie di episodi da vero batticuore, quel genere di romanticismo che sta proprio sotto la superficie e che i lettori più romantici sperano rimandi ad un dopo più approfondito. Essere Intrepida è anche fonte di soddisfazioni, risate e auto-sufficienza, per lei. Tris non può fare a meno di paragonare la sua ex fazione a quella degli Intrepidi, ed è un confronto che evidenzia pregi e difetti senza critiche.

Ripenso a quando salivo le scale con gli Abneganti, ai piedi che si muovevano allo stesso ritmo, a noi tutti uguali. Qui non è così. Non siamo uguali, ma in qualche modo siamo comunque una cosa sola. [...]
Non sono mai stata portata in spalla da un ragazzo, né ho riso fino ad avere i crampi allo stomaco durante la cena, né ho mai sentito quanto baccano riesce a fare un centinaio di persone che parlano tutte insieme. La pace è controllo. Questa è libertà.

L'incontro con la madre, nel Giorno delle Visite, e altri piccoli aspetti che cominciano a saltarle all'occhio, le faranno capire che qualcosa, fra le fazioni e i loro componenti principali, non va. Che la tensione, pubblica e privata, fra queste non sono semplici critiche o attacchi più o meno pesanti. Il che darà avvio a tutta una serie di ipotesi e scoperte -su Quattro, sull'ex condizione di Intrepida di sua madre, sulla società in generale- che culmineranno nei capitoli seguenti.

CONTEST!
Oggi parliamo di paure. C'è una parte del Manifesto, che mi piace moltissimo. Dice, noi crediamo nella libertà dalla paura, nel negare alla paura il potere di influenzare le nostre decisioni. Sono senz'altro d'accordo, è una cosa che mi riguarda da vicino e che sento mia in modo profondo. Ognuno di noi ha delle paure, materiali e ideali, e ognuno di noi ha il proprio modo di combatterle. Non vi chiederò di dirmi le vostre paure, se non volete. Però immaginatele. Ecco, tenetele bene in mente. Riuscireste a ragionare o vi lascereste dominare dal terrore? C'è qualcosa di preciso che fate tutte le volte che vi ritrovate in una situazione che vi spaventa?

INTREPIDI A RAPPORTO!

Ho amato questi capitoli, fanno uscire la parte più Intrepida di me, sebbene mi senta più Divergente che propriamente Intrepida. Penso che, singolarmente, abbiamo diverse concezioni di cosa significhi essere Intrepidi nel mondo reale. Perciò quanto bisogna essere coraggiosi, o meglio in che modo, per definirsi Intrepidi nelle azioni di tutti i giorni? Cos'è che ci rende davvero tali? E, se vi va di dirlo, qual'è il gesto più coraggioso che abbiate mai fatto? Non importa quanto possa essere piccolo o insignificante agli occhi degli altri, deve essere importante per voi.

Buona fortuna a tutti!

23 commenti

  1. Io lo scrivo e sottoscrivo, sono una paurosa che non potete avere idea e al 200% non spiccicherei niente a nessuno, sia avendo di fronte la mia paura, sia con gli amici. So di sbagliare, ma certe volte è così difficile parlare con gli altri di anche cose stupide che loro stessi non considererebbero un problema, mentre per me sono una montagna invalicabile.
    Il più delle volte ci penso e ci ripenso, ma da un pò ho preso la decisione di dare il giusto peso alle cose un pò come in questo link di FB:

    Uno psicologo insegna ai suoi studenti come gestire lo stress.
    Prese un bicchiere d’acqua e si avviò per la stanza, in silenzio.
    Tutti si aspettavano una domanda tipo:
    “è mezzo pieno o mezzo vuoto?”
    Ad un certo punto si fermò, alzò il bicchiere e chiese ai suoi studenti:
    “Quanto è pesante questo bicchiere d’acqua?”
    Meravigliati, gli studenti hanno dato risposte tra 250 e 500 ml.
    Psicologo risponde: peso assoluto non importa, importa quanto tempo lo tieni alzato… Un minuto, nessun problema… Un’ora, un braccio dolorante… Un giorno, paralizza il braccio…
    In ognuno di questi tre casi il peso del bicchiere non cambia. Cambia solo il tempo.
    Più il tempo passa, più diventa pesante.
    Lo stress e le preoccupazioni della vita sono come il bicchiere d’acqua. Se si pensa di meno a loro, non succede quasi nulla.
    Se si pensa di più, il cuore inizia a far male.
    Se stai pensando a loro per tutto il tempo, paralizzano la tua mente.
    Quando arrivi a casa la sera, lascia fuori le tue preoccupazioni.
    Non portarle con te durante la notte.
    Metti giù il bicchiere.

    è proprio quello che sto tentando di fare, a volte è difficile, a volte meno, ma altrimenti, per come sono fatta, IMPAZZIREI!

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  2. Dipende. Normalmente mi paralizzo. Di solito situazioni di terrore se sto custodendo un segreto, se uno mi espone a bruciapelo la sua teoria non riesco a negare.La cosa qualche volta mi è stata molto d'impiccio e causato grandi discussioni. A meno che, come cerco sempre di fare, io non sia già prevenuta in mille scenari di tipo apocalittico. La mia miglior difesa è la preorganizzazione mentale, l'immaginare il peggio del peggio per essere sempre pronta a reagire con calma e sicurezza, anche se solo apparenti. Non sempre mi riesce e allora ne esco un pò distrutta.
    Diciamo che ho dovuto imparare a proteggere il mio animo, più che il fisico, sin da piccola. Mi sono sentita spesso sul punto di crollare in passato. Adesso è molto più raro ma è anche vero che adesso ho anche la MIA famiglia che mi supporta. Prima ero praticamente sola. Mi sono costruita con pochi appoggi.
    Il terrore più grande per cose "stupide" sono dormire o stare in spazi troppo grandi. Mi danno ansia. E sapere di non avere una luce a portata di mano nel buio o trovarmi all'improvviso al buio.
    Una paura più tosta è quella di essere aggredita e non riuscire a trovare la voce per gridare aiuto ne riuscire in qualche modo a ribellarmi. Tutto a causa di una vecchissima esperienza dove non sono riuscita a fare nulla e ne ho portato per molto tempo le conseguenze. per cui non saprei se riuscirei a farlo, accadesse ancora.
    Sapete, questo post mi ha permesso di esporre questo perchè penso di potermi sentire capita in questo unverso virtuale tra amanti dei libri. Le persone che conosco non tutte sanno e non tutte capirebbero. E' facile giudicare senza sapere. probabilmente sarei definita introversa e "codarda". Io stessa non mi definisco un cuor di leone, anzi. In più occasioni scapperei, con problemi di natura fisica. Se si parla di percosse, liti con le mani. Ma per il resto sono sempre stata anche troppo resistente. Sempre pronta ad ascoltare e sostenere i "personaggi" maltrattati da altri. E anche cercando di aiutare cocnretamente nei vari campi in cui avevano bisogno. Cosa che , nel mio piccolo e possibile, cerco di fare tutt'oggi.

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    1. L'altro giorno avevo dato solo un'occhiata veloce e non mi ero soffermata a leggere i vari commenti. Io ti consiglierei di fare un pensierino su qualche arte marziale, ce ne sono moltissime, magari ne potresti trovare una, che oltre a darti sicurezza, potrebbe anche piacerti (con me ha funzionato). Ce n'è una in particolare che si chiama Wing tsun che è finalizza proprio ad insegnare come difendersi e agire in caso di pericolo per le strade. :)

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    2. E' da un pò che penso anche io all'idea di seguire un corso del genere, perché è una paura che abbiamo in comune.
      A parte ciò, mi ritrovo un sacco in ciò che hai scritto, sorairo!

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  3. Ciao Bliss! :)
    Ho finito Divergent giusto ieri! Non sono proprio riuscita a fermarmi al capitolo 23! XD
    Ho adorato gli Intrepidi! Ho adorato il libro!

    In effetti mi sono appena accorta di non sapere di cosa io abbia paura. Non ho nessuna fobia, nessuna paura di ragni, serpenti, dell'altezza... Però non posso dire di certo di non essermi mai spaventata.
    Credo che la vera paura non debba essere necessariamente delineata, ma credo che il più delle volte sia occasionale.
    Okkkeeiii adesso mi spiego meglio: penso che la paura non debba essere per forza qualcosa di cui noi siamo consapevoli. Per prendere un esempio dal libro, Tris viene quasi beccata a morte da delle cornacchie, ma ciò non significa che appena lei ne veda una scappa via urlando.
    Penso poi che sia assolutamente sbagliato imporsi di mantenere il controllo quando si ha paura o quando si sta quasi per morire. Nelle simulazioni chi riusciva a mantenere il controllo, regolando il respiro e il battito del cuore, "vinceva" la sfida e si risvegliava. Ma nella vita reale se regolarizzi il respiro, di certo, non ti risvegli da una simulazione... Devi combattere, non devi calmarti.
    Mantenendo il controllo non si è coraggiosi. Così ci si arrende soltanto.
    Perché in questo modo non si supera la paura; la paura bisogna combatterla per superarla. Bisogna ragionare, sì. Ma non bisogna calmarsi completamente, come se non fosse niente.
    (Ovviamente mi riferisco alle paura che possono portarti alla morte, come l'annegare in una teca d'acqua, non parlo dell'aver paura dei ragni. Perché nel caso dei ragni la cosa giusta da fare è calmarsi :P)
    Concludo dicendo che alla fine la paura, in determinate occasioni (pericolose), ti può anche salvare.
    Il coraggio non è mai stato non avere paura. Essere coraggiosi significa andare avanti nonostante la paura.

    P.s. Magnifico il manifesto! "Noi crediamo nella libertà dalla paura, nel negare alla paura il potere di influenzare le nostre decisioni!" *-* Splendida frase!!!
    P.s.s. Che pensieri contorti i miei! Spero di essermi fatta almeno un po' capire :P

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  4. Anche io sono una fifona! non ho particolari paure o fobie ma se mi trovassi in situazioni tipo quelle in cui si è trovata Tris nelle simulazioni non so proprio che farei.. ma visto che probabilmente non avrei mai scelto la fazione degli intrepidi non devo pormi il problema, no?!
    ahah XD Inoltre trovo che sia più coraggioso ammettere di avere paura che non cercare a tutti i costi di essere invulnerabili.

    Io sono riuscita a fermarmi al capitolo prestabilito ma non vedevo l'ora fosse oggi per ricominciare la lettura (anzi la ri-lettura) di questo splendido romanzo :D
    Quattro mi piace troppo!!!! la frase che mi ha fatto sciogliere?

    [...] rido debolmente "fai un po' paura, Quattro"
    "E fammi un favore, non chiamarmi così"
    "Come dovrei chiamarti, allora?"
    "niente" Abbassa la mano "non ancora"
    (fine capitolo 22, pag. 283)
    *______________*

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  5. La scena di Tris e Quattro sulla ruota panoramica è stata anche per me una delle migliori! *.*
    tornando al contest...caspita, che domanda difficile! Con tutta sincerità non so dirti con esattezza quali siano tutte le mie paure più profonde...forse avrei bisogno di attraversare anch'io il mio scenario della paura per rendermene conto (...ma meglio di no!) ;) ad ogni modo non sono una tipa tanto coraggiosa, quindi molto probabilmente sarebbe il terrore ad avere la meglio sulla ragione! XD Anche se invidio tantissimo l'ostinazione degli Intrepidi nel cercare in tutti i modi di dominare la paura, credo che non sia possibile per una persona non avere paura di nulla, semplicemente perchè fa parte della natura umana. E poi, secondo me, essere coraggiosi non significa non avere mai paura, quanto piuttosto affrontare i propri timori e ribaltarli a proprio vantaggio, cercando di diventare più forti.

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  6. Grazie per aver premiato anche la mia risposta della scorsa tappa =)

    È bellissimo il Manifesto degli intrepidi, sono d’accordo con quasi tutto ciò che dice (ad es tranne che nella prima affermazione, perché non credo proprio che la responsabilità delle ingiustizie del mondo debba ricadere solo e soltanto sulla vigliaccheria, quella probabilmente è solo una delle cause ma ce ne sono anche molte altre. Oppure nell'ultima, ogni virtù è importante).
    La paura non penso sia una cosa innata nell'uomo ma che si formi solo in seguito ad un particolare evento che ci ha toccato profondamente, sia a livello conscio che inconscio. è qualcosa di profondo, che tende a radicarsi e ognuno di noi quindi avrà paure diverse nate da esperienze di vita diverse. Avendo anche caratteri e modi di vedere le cose diversi avremo anche metodi diversi per affrontare le nostre paure. La paura incide moltissimo nelle nostre decisioni, è lì, dentro di noi, e la prima reazione che il nostro istinto ci dice è: scappa, cambia strada, non puoi continuare per di qua. Incide sì, ma secondo me non deve essere lei a comandare e condizionare tutta la mia vita. Devo essere io a poter scegliere. Se mi facessi bloccare sempre dalla paura si potrebbe dire che io abbia fallito già in partenza perché non ci ho nemmeno provato. Non dico che sia semplice sconfiggere la paura, quella è un’altra cosa. Proprio come dice Tris riferendosi a Quattro: non avere paura è diverso dall'agire nonostante la paura (non so se è la frase esatta, sono andata un po' a memoria). La sconfitta della paura non è qualcosa che si può ottenere dal giorno alla notte solo perché si vuole. La volontà ha un ruolo importantissimo ma deve essere accompagnata dalla costanza. Io la vedo come un percorso, che può durate pochi mesi come tutta la vita. Con il tempo possiamo arrivare ad annientare completamente quella data paura oppure solo alleviarla. Nel corso della mia vita alcune con il tempo sono riuscita sconfiggerle (ad es a 16 anni avevo una paura folle ad andare in giro da sola, anche solo per prendere l’autobus nel pomeriggio, e guardavo sempre in terra per non attirare l’attenzione della gente su di me. Quindi decisi di prendere lezioni di Karate e da quel momento in poi giro tranquillamente per le strade da sola e a testa alta, anche con il buio. Ovviamente contro 2 o 3 energumeni io da sola avrei poche speranze però già solo il fatto di sapere che potrei dargli del filo da torcere mi fa stare meglio) su altre invece ci sto ancora lavorando e chi sa, probabilmente non riuscirò mai nemmeno a sconfiggerle del tutto.

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    1. Ops, dimenticavo! Intrepida a rapporto: non so, forse il concetto di azioni coraggiose è un po' relativo. Non sempre quella che per me è una cosa coraggiosa per gli altri lo è e viceversa. Ci sono cose che io considero normali e quindi per niente coraggiose che però agli occhi di alcuni miei amici lo sono. Non so, alcuni sport che mi piacciono, come dicevo prima andare per conto mio un po' ovunque oppure un cosa banale come parlare con chi non conosco per chiedere qualcosa (tra l’altro grazie a questo il primo anno di università ho conosciuto una delle mie migliori amiche). Un' azione invece che io considero molto coraggiosa (che lo è per me) è il fatto che nei momenti di bisogno e di difficoltà per le persone a me care cerco di non farmi prendere dal panico e di sostenerle, farmi vedere forte per loro, anche se in quel particolare momento non mi sento per niente così, perché non voglio che si debbano preoccupare anche per me. Forse non è nemmeno coraggio questo, per molti non lo sarà, però per me è qualcosa di importante.

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    2. In realtà non è da tutti mostrar si tranquilli e forti con chi sta male per non pesare,anzi!

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  7. non conosco tutte le mie paure..so di averne di piccole, tipo quella dei ragni e di più profonda che realmente condizionano la mia vita. tipo una è la paura del cambiamento. Sono molto abitudinaria e togliermi le certezze mi manda in tilt e questo purtroppo mi ha portato a rinunciare a certe cose. All'inizio ci si sente al sicuro, ma poi ci pente.
    avrei voluto avere la possibilità di attraversare lo scenario della paura e prenderne non solo atto, ma cercare pure un via per tenerle a bada..la paura si affronta, non c'è altro modo credo. Puoi tornare indietro appena la incontri, puoi girarci intorno o scavalcarla, ma lei tornerà. è più forte. e non può essere abbattuta,credo che si possa solo controllare noi stessi un po' di più.
    ovviamente ci sono situazioni che grazie a dio non ho subito e non saprei (essere aggredita per esempio) ..
    non chiedetemi pero di immergermi in una vasca piena di ragni...
    ci sono diversi tipi di coraggio!
    Il coraggio più difficile, e ai deboli specialmente più necessario, è il coraggio di saper soffrire al bisogno.
    Niccolò Tommaseo, Dell'educazione, 1834

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  8. A questo punto sono convinta che la fazione degli Intrepidi sia la mia preferita. Adoro il loro manifesto e piano piano sto imparando cosa significa essere davvero Intrepido e coraggioso…
    Dite che in tutto questo c'è lo zampino di un certo Quattro? Lo conoscete? Il fatto che ne sia perdutamente innamorata, vi dice niente? Ormai mi è impossibile stargli vicino (sì, sì, mi sono immedesimata in Tris) e anche stargli lontano… ah, quel ragazzo! Insomma…
    La scena della ruota panoramica è quella che si è guadagnata il mio primo urlo da fangirl. Bellissima ed eccitante: Tris e Quattro così vicini, il brivido dell'altezza, la determinazione di Tris… WOW!
    Dicevo comunque che adoro gli Intrepidi, ma non sopporto Eric e i capifazione: sono marci e hanno rovinato lo spirito della fazione.
    Già mentre leggevo, ho pensato a quali paure mi toccherebbe affrontare durante una simulazione. E d'accordo: posso immaginare sciagure, scenari apocalittici o semplicemente delle situazioni pericolose, ma alla fine razionalizzo. Davvero. Riesco persino a sentirmi sconvolta, ma poi rimetto in ordine le idee e ritorno alla tranquillità. Penso che le mie simulazioni potrebbero assomigliare alle cornacchia di Tris. Probabilmente sostituite dalle farfalle. D:
    Lo so. Lo so. È strambo. Le trovo meravigliose, mi piace ammirarle mentre volano, ma solo se volano a distanza di sicurezza. Mi impanica o, meglio, mi fa impressione l'idea di un contatto. La sensazione che potrebbe lasciarmi diventa spiacevole nella mia immaginazione, ma si tratta di farfalle, in fondo e non di mettere la testa nella bocca di un leone o di volteggiare in equilibrio su una fune sospesa… Tutto sotto controllo, quindi.
    Alla fine credo che sia la vita quella che richiede più coraggio: vivere ogni giorno, affrontando le difficoltà, stringendo i denti, migliorando se stessi, puntando a dare e anche ottenere di più… ci vuole coraggio e tenacia. E ci vuole coraggio anche nell'amore, nell'affidarsi agli altri.
    A conti fatti è questa la mia paura maggiore: ho il terrore che la mia fiducia venga tradita, che il mio affetto non venga più ricambiato. Ho paura di dare agli altri troppo di me (questa non è una cosa controllabile) e ho paura di venir ferita. Gestire il dolore interiore, non fisico, provocato da un abbandono o un "tradimento" è una delle altre cose che richiede coraggio.
    Ci vuole coraggio nell'amare perché è dare se stessi, significa esporsi e rischiare di venir feriti. Essere feriti richiede nuovamente coraggio, ma in fondo è questa la vita. La vita pone come condizione il coraggio di affrontare il rischio di viverla.

    p.s Grazie per aver scelto il mio commento nella scorsa tappa *.*

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  9. Rabbrividisco al solo pensiero di trovarmi in una di quelle terribili simulazioni. Credo che tutti noi abbiamo qualcosa di materiale che ci spaventa (ragni,serpenti,clown e via dicendo) ma le paure più grandi sono sempre quelle che rimangono nascoste nella nostra testa, quelle che danno vita a preoccupazioni, paranoie, decisioni cambiate all'infinito, sbagli, scelte, pianti nel cuore della notte.. Io sono terrorizzata dalle cavallette, quando mi capita di vederne una divento improvvisamente una campionessa di corsa, dovrebbero provare a cronometrarmi perchè credo di aver fatto degli ottimi tempi lol E sapete che altro mi terrorizza? Il maledetto drago della nave dei pirati a Gardaland, quel maledetto coso enorme che spunta dall'acqua. Maledetto lui e chi l'ha inventato. Ho paura perfino a googlarlo. Sul serio. In questi casi però so bene cosa fare: chiudo gli occhi o corro più lontana che posso. Con le paure di questo tipo è facile. Il problema sono tutte quelle paure che si ammassano nella mia testa: la paura dei cambiamenti, della solitudine, la paura che succeda qualcosa alle persone a cui voglio bene, la paura di essere abbandonata da tutti, la paura di fallire, la paura di non riuscire mai a realizzare i miei sogni, la paura di non riuscire ad amare più nessuno dopo che mi hanno spezzato il cuore.. tutte queste paure mi paralizzano e pur di non affrontarle, pur di mantenere la mia sicurezza, sono disposta a ficcare la testa sotto la sabbia e fingere che non esistano. Probabilmente non durerò per molto con questo metodo lol ma per reagire occorre tanta forza e tanta sicurezza, e al momento io non ho nessuna di queste due cose. Negli intrepidi mi avrebbero già fatto fuori da un pezzo lol

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  10. Innanzitutto grazie per aver scelto il mio commento come vincitore! :D

    Dunque, io sono fondamentalmente molto paurosa. Mi faccio prendere dai piccoli timori e dalle fobie. Una di quelle che non riesco proprio a superare è la paura degli aghi: ogni volta che devo fare un vaccino o esame del sangue è una tragedia. Razionalmente so che è solo una mia fobia, che non ho nulla da temere, ma quando arrivo lì cedo e vado in crisi.
    Soffro anche di vertigini, una paura che mi è venuta col tempo. Da piccola mi arrampicavo senza problemi sui giochi dei giardini, ora anche salire su una scala mi dà dei problemi. In questo caso però riesco a costringermi a salirci, ad esempio ci sono salita per recuperare la mia gatta sull’armadio (la stupidina si sa arrampicare benissimo, ma di scendere non ne vuole sapere…XD). Per altezze più “importanti” in genere se ho qualcuno accanto, mi ci aggrappo!
    Quindi, diciamo che io provo in ogni caso a combattere la paura, ogni volta cerco di stare calma e affrontare la situazione. Cerco di figurarmi nel momento in cui devo affrontare ciò che temo e di capire i vari modi in cui potrei reagire e superarlo. Solo che… a seconda di quanto sia grande il timore, ho successo o meno nel controllarmi. Decisamente sono poco Intrepida. XD

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  11. quella che riguarda le paure è la parte del manifesto degli intrepidi che preferisco e anche quella che più condivido. il pensiero di sentirsi liberi dalle proprie paure, di riuscire a controllarle, è qualcosa che sembra quasi troppo bello per essere vero. non dico che non ci siano persone che possano riuscirci ma almeno per quanto mi riguarda la trovo una cosa terribilmente difficile, quasi un miraggio. ammetto di essere una persona con tante paure, al punto che a volte mi sembra di rimanerne soffocata. Ho paura dell'altezza, degli insetti, delle montagne russe, di andare in giro per le strade da sola, delle folle, degli aghi e qua è meglio che mi fermo sennò l'elenco non finisce più. più di tutto però ho paura di fidarmi degli altri e per questo evito di legarmi alle persone. so che può sembrare una cosa stupida e molto da film strappalacrime, ma è anche qualcosa con cui mi trovo a che fare tutti i giorni e che mi spinge ad odiarmi certe volte perché in molte situazioni mi impedisce di fare ciò che veramente vorrei. fin da quando sono piccola quando mi trovo di fronte a una paura cerco di affrontarla con la razionalità. faccio una serie di punti mentali sul perché non dovrei avere paura e sul perché invece dovrei averne e li metto a confronto per decidere se la mia paura è razionale o meno. negli ultimi anni però mi sono resa conto che tutto questo finiva solo per dare delle giustificazioni alle mie paure perché i punti a favore dalla paura finivano sempre per essere più numerosi dei contro. ho scoperto che invece il modo migliore per superare una paura è proprio non pensare, non fermarmi a riflettere e non cadere in quella serie di giustificazioni razionali che mi spingono a credere che la mia paura sia sensata. se non mi fermo a riflettere su quelle zampette nere e alla possibilità che mi salga lungo la gamba riesco a schiacciare uno scarafaggio, se in mezzo a una folla smetto di pensare agli altri e penso solamente a me e a quello che sto facendo tutta quella gente smette di fare così paura, se sono distratta e non mi accorgo che mi infilano un ago nel braccio non ho una crisi di panico. per quanto riguarda la mia paura più grande diventa tutto più difficile, ma ci sto lavorando e anche se la paura non se ne va mai del tutto è bello pensare che un po' alla volta potrebbe finire per influenzare sempre meno la mia vita.

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  12. Io ho un unica paura: ho paura del buio.
    Ma non del buio vero e proprio, ma quello che c'è e si nasconde nel buio.
    Perchè nel buio non vedi quello che fai e può succederti qualcosa da un momento all'altro.
    Di solito riesco a mantenere la calma se c'è qualcuno insieme a me che mi da conforto se no cerco un posto dove so di essere al sicuro.
    Se fossi cieco non so proprio come farei perchè sarei in costante pericolo.
    Comunque non credo di saper superare facilmentele mie paure e quindi non avrei mai scelto la fazione degli intrepidi.

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  13. Le paure più banali che ho sono quella dell'altezza e della profondità...però, seppure banali, mi bloccano completamente!! Ed è per questo che cerco di evitare di trovarmi in queste situazioni, anche se molto probabilmente dovrei ricercarle proprio per cercare di superare tali paure!! Ovviamente poi ho altre paure più profonde, che riguardano me e il rapporto con gli altri, che spesso mi impediscono di farmi conoscere, fanno sì che crei una barriera tra ma e gli altri, che riesco a distruggere solo un po' per volta, man mano che inizio a conoscere meglio una certa persona, ma spesso rischiano di non farmi arrivare a tale conoscenza, poichè, se non permetti agli altri di capirti, può succedere che fraintendano i tuoi atteggiamenti e se ne vadano! Anni fa ero molto più chiusa di ora, e un po' per volta sto imparando ad aprirmi, ad affrontare questo mio blocco mentale che oramai si è attenuato!! Però, personalmente, per affronare le mie paure, da quelle più profonde a quelle più stupide, ho bisogno dei miei tempi, devo essere io a voler cambiare, non deve essere un'imposizione...quindi, probabilmente, nella fazione degli intrpidi non sarei riuscita a resistere nemmeno due giorni!xD

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    2. QUESTA RISPOSTA E' PER CONTO DI ClaryS19:

      CONTEST: Per quanto possa essere coraggiosa, a volte, o cercare di essere quella che prova ad incoraggiare tutti, anche io ho le mie paure, anche se potrebbe non sembrare... Non ho mai avuto una paura particolare, e tutte quelle che sono nate nel corso degli anni sono state causate dall'influenza di altre persone, come ad esempio la paura dei ragni o addirittura delle formiche! Già, sembra una cosa bizzarra ma è cosi! E pensare che da piccola addirittura andavo insieme a mio cugino in mezzo ai boschi e prendevo le rane e i vermi con le mani. Una roba schifosa, già, ma mi divertivo un mondo, e mi rendevo conto di essere in grado di fare cose che altre bambine della mia età nemmeno si sognavano, quindi mi sentivo speciale nel riuscirci.
      Ora come ora, ho paure abbastanza superficiali, nel senso che vabbè, ho quell'attimo di paura estrema, quando il panico mi blocca e non mi fa nemmeno più ragionare, però poi mi rilasso e l'affronto, ma se dovesse capitarmi di ritrovarmi in situazioni simili a quelle di Tris, non saprei bene come si manifesterebbe la mia paura.
      Ripensando al passato, mi è venuto in mente quella volta che da piccola mi persi in un grande iper mercato. Ero piccola, sì, avrò avuto sui 5 anni ma la determinazione con cui mi ero messa a cercare i miei genitori fino allo sfinimento, ancora mi sembra al quanto incredibile. Avevo timore di non poter rivedere più mia mamma, la sua voce che tutte le volte mi tranquillizzava e mi rasserenava, e con quella motivazione non mi sono scoraggiata e non sono andata nel panico.
      Se fossi stata Tris, ad esempio quando si trovava sulla ruota panoramica... Beh, probabilmente non mi sarei nemmeno accorta della scalata, lo ammetto. Se ho un obbiettivo, tutto il resto scompare, anche la paura. Credo invece che mi sarei fatta prendere un po' dal terrore nel dover scendere ahah. Immaginandomi lassù, la paura di cadere sarebbe cosi tanta che mi paralizzerei, quasi da rimanere lì per sempre. Ammiro molto Tobias per la sua forza di volontà nell'affrontare le sue paure.
      In genere quando ho paura di qualcosa, o mi sento in pericolo, incomincio a martoriarmi l'unghia del pollice o di altre dita, perchè non ho altro modo di scaricare la tensione che accumulo. Sicuramente se mi fossi trovata in una delle simulazioni di Tris, sarei andata nel panico, ma avrei anche io, fino allo stremo, cercato un modo per liberarmi, perchè sono determinata a non mollare mai. Ed è per questo che mi sento più Intrepida che Erudita. Penso che la vera me stessa sia la piccola bambina coraggiosa e fiera di sé che giace ancora nei miei ricordi e in me, seppur in un corpo più grande.

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    3. INTREPIDI A RAPPORTO:
      Un gesto coraggioso che abbia mai fatto?
      Beh, uno può essere quello di quando sono andata a visitare un Liceo che mi ispirava. Sono abbastanza timida con le persone che non conosco, e in quel giorno, tutti quelli che mi circondavano erano estranei. Quando ci avevano chiesto il motivo per cui volevamo frequentare quella scuola, tutti rimasero in silenzio, perchè non sapevano che cosa dire. In effetti, credo che nessuno di noi avesse davvero intenzione di frequentarla, persino io. Ma quel silenzio mi metteva in agitazione più di quanto potesse farmelo alzare la mano. Così mi feci avanti e iniziai io, e il professore sorrise dopo che esposi la mia motivazione. Mi sentivo in pace con me stessa, e sapevo di non aver fatto comunque nulla di male. Anzi. Dopo di me, tutti incominciarono a dire un loro parere, quasi fossero stati ispirati. In quel momento ero davvero felice, sapevo di aver allentato un po' la tensione a tutti e rotto il ghiaccio col prof, che all'inizio, un po' impacciato, cercava di trovare un argomento di cui parlare con tutti.
      Un altro gesto molto importante per me è stato essere sincera con una mia amica. Aveva un problema serio e credeva di avere ragione lei e voleva avere il mio parere. Di tutta la faccenda non credevo davvero che lei avesse ragione, e non sapevo come dirglielo. Avevo paura di ferirla, di offenderla, temevo potesse odiarmi ascoltando quello che avevo da dire a riguardo, che addirittura decidesse di non essere più mia amica. Ma decisi di rischiare comunque, perchè le volevo bene, e volevo essere sincera con lei. Alla fine se n'era fatta una ragione e anzi, alla fine mi ha ringraziato, perchè le ho fatto vedere la situazione sotto un'altra prospettiva e mi disse che in fondo avevo assolutamente ragione.
      Tutti siamo un po' intrepidi, ognuno a modo suo. Essere coraggiosi non significa per forza doversi buttare da un tetto a 300 metri da terra e rischiare di vomitare anche le budella. No. Per essere coraggiosi bisogna riuscire ad affrontare determinate situazioni, per quante duri e difficili possano essere. Essere coraggiosi è riuscire a stare male senza piangere, senza riuscire a far trapelare nessun emozione con altre persone, per paura che queste possano essere influenzate dal nostro umore.
      Il coraggio di dire in faccia ad una persona che reputi davvero importante qualcosa che potrebbe grosso modo ferirla, ma che sai che è la cosa giusta da fare. Anche il saper rischiare ti rende coraggioso molte volte. Il coraggio è saper mostrarsi davanti a tutti per quella che sei, senza avere il timore di essere giudicati. Il coraggio non è assenza di paura, ma è la consapevolezza che qualcosa è più importante della paura stessa.

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Grazie mille per aver commentato il mio post!Apprezzo tantissimo i vostri commenti e cercherò di rispondervi al più presto =)